A journey in Valparaiso

Valparaiso apre le porte all’infinito mare, alle grida delle strade, agli occhi dei bambini…accesa e rumorosa, spumeggiante e meretricia. E’ segreta, sinuosa, fatta a gomiti. Come una cascata la miseria si riversa sui colli. Il porto è una contesa fra il mare e la natura evasiva della cordigliera. I colli e la pienezza marina formarono la città, e la resero uniforme, non come una caserma, ma con la disparità della primavera… le case divennero colori. Le gru, i moli, le opere dell’uomo coprono la cintura della costa come una maschera dipinta dalla felicità che fugge. Le scale partono dal basso e dall’alto e si contorcono arrampicandosi. Fanno il punto. Precipitano. Non finiscono mai. Quante scale? Quanti piedi sui gradini? Scale! Scale su cui sale il sole per offrire amore alle colline. Se camminassimo per tutte le scale di Valparaiso avremmo fatto il giro del mondo. La notte di Valparaiso! Un punto del pianeta si è illuminato, nell’universo vuoto. Palpitarono le lucciole ed ed ecco ardere fra le montagne un ferro di cavallo d’oro. (Pablo Neruda)